I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Via Garibaldi 7 - Nicolosio Lomellini


Via Garibaldi 7 - Nicolosio Lomellini

Via Garibaldi 7
( Guarda la cartina )
FondatoreNicolosio Lomellini
ZonaStrade Nuove
Rollo 1576Bussolo 1 Titolari Nicolosio Lomellini
Rollo 1588Bussolo 2 Titolari q. Nicolosio Lomellini
Rollo 1599Bussolo 2 Titolari Nicolosio Lomellini
Rollo 1614Bussolo 1 Titolari Luigi Centurione
Rollo 1664Bussolo 1 Titolari Barnaba Centurione

Fu costruito tra il 1559 e il 1565 da Giovanni Battista Castello detto il "Bergamasco" e da Bernardo Cantone per volere di Nicolosio Lomellino, esponente di una famiglia in piena ascesa economica e politica. Agli inizi del Seicento la proprietà passò alla famiglia Centurione che effettu? una ristrutturazione interna, poi ai Pallavicini, ai Raggi ed infine ad Andrea Podestà, più volte sindaco di Genova tra il 1866 e il 1895.
La facciata, dove si percepisce la forte presenza del Bergamasco, ? movimentata da una ricca decorazione a stucco, con erme maschili alate, a sorreggere la cornice marcapiano del pianterreno; nastri e drappi a reggere, al primo piano, trofei d'armi; ghirlande e mascheroni a coronamento delle finestre, con figure classiche entro medaglioni ovali, al secondo.
Anche nell'apparato festoso di stucchi dell'atrio a pianta ovale è evidente l'intervento del Bergamasco, che seppe introdurre a Genova le suggestioni della più aggiornata cultura manierista.
Il cortile aperto è delimitato ai lati dalle ali posteriori del palazzo, mentre le terrazze sovrastano un grandioso ninfeo realizzato nel Settecento su disegno di Domenico Parodi. Un giardino si apre verso il monte, eretto sfruttando il declivio della collina retrostante.
In due salotti del piano nobile Giacomo Antonio Boni affrescò "Giove e la capra Amaltea" e Domenico Parodi "Bacco e Arianna". Di Lorenzo De Ferrari ? la decorazione a stucco e ad affresco con figure di divinità sulla volta dell galleria. Il salone decorato dall'Aldovrandini, è arricchito dalla serie di tele con Storie di Diana eseguita da Marcantonio Franceschini.


Di questo palazzo è disponibile presso Sagep una stampa d'arte da collezione della collana "La misura della Bellezza"