Via Garibaldi 4 - Thobia Pallavicini
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|---|---|---|
| Fondatore | Thobia Pallavicini | |
| Zona | Strade Nuove | |
| Rollo 1576 | Bussolo 1 | Thobia Pallavicino |
| Rollo 1588 | Bussolo 2 | Fabrizio Pallavicino |
| Rollo 1599 | Bussolo 1 | Fabrizio Pallavicino |
| Rollo 1614 | Bussolo 1 | Fabrizio e Gio. A. Pallavicino |
| Rollo 1664 | Bussolo 1 | Tobia Pallavicino |
Il palazzo, oggi sede della Camera di Commercio, fu costruito tra il 1558 e il 1561 per Tobia Pallavicino da Giovanni Battista Castello il Bergamasco con la collaborazione di Bartolomeo Riccio, di Domenico Solari e di Antonio Roderio.
La costruzione cinquecentesca era costituita da un blocco cubico di due piani più due mezzanini. L'edificio non subì modifiche rilevanti fino all'inizio del XVIII secolo, quando passato in proprietà alla famiglia Carrega venne sopraelevato di un piano ed ampliato considerevolmente: furono costruiti due bracci perpendicolari e il corpo retrostante delimitati verso Piazza del Ferro da una semplice facciata ad intonaco.
La decorazione interna rispecchia le due fasi della costruzione: le pareti laterali e la volta del vestibolo del piano nobile sono interamente rivestite, grazie all'intervento del Bergamasco, da stucchi e grottesche e da riquadri affrescati che rappresentano Apollo Citaredo con le Muse e figure musicanti.
Alla fase settecentesca appartiene la cappella decorata da Lorenzo De Ferrari con una architettura a stucco e finto stucco che inquadra l'affresco con un volo di angeli; anche le ante della porta sono dipinte su tela dallo stesso pittore che vi raffigurò due medaglioni con l'Annunciazione e la Natività.
La galleria dorata che chiude la struttura settecentesca del palazzo costituisce un esempio significativo del gusto Rococò a Genova. Fu interamente ideata dal De Ferrari tra il 1734 e il 1744 seguendo un disegno unitario che fonde insieme stucchi dorati, specchi ed affreschi. Nel medaglione centrale della volta e nei tondi su tela vengono svolti gli episodi più importanti dell'Eneide, dal Concilio degli Dei all'Uccisione di Turno.
Di questo palazzo è disponibile presso Sagep una stampa d'arte da collezione della collana "La misura della Bellezza"
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