I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Commenda di Prč


Commenda di Prč

Complesso religioso / ospedaliero medievale
Il complesso di San Giovanni di Prè di Genova, conosciuto come la Commenda di San Giovanni di Prè, venne edificato a partire dal 1180 per volontà di Frate Guglielmo, un appartenente ai Cavalieri Gerosolimitani, organismo che diede poi origine all'Ordine dei Cavalieri di Malta a cui attualmente si fa riferimento parlando di questa struttura.
Il complesso è costituito da due chiese in stile romanico, una sovrapposta all'altra; oltre ad una struttura su due piani che svolgeva una duplice funzione di "stazione marittima" del medioevo per chi partiva per la Terra Santa (in quegli anni da Genova salpava la terza crociata al comando del re di Francia) e di ospedale per i pellegrini.
Il bellissimo complesso, visibile nella sua totalità da Via Gramsci, è ben conservato e mantiene il suo aspetto romanico, con la forza della pietra grigia di promontorio e la bellezza del campanile della chiesa di San Giovanni di Prè. All'interno i mattoni e i soffitti in legno dipinti rendono un'aspetto meno severo e più, che riporta il pensiero ai tempi delle crociate.

Nei livelli più antichi del complesso della Commenda di S. Giovanni di Prè si sono raccolti, in strati rimaneggiati, materiali (soprattutto ceramiche) databili tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. da mettere in relazione con un agglomerato secondario, probabilmente sorto con scopi agricoli, lungo il tracciato viario diretto verso la val Polcevera.
E' noto che da Genova partiva la strada consolare Postumia, costruita nel 148 a.C., che attraversava la pianura padana terminando ad Aquileia.
Non sono noti resti del tracciato in Liguria, ma alla strada è stato attribuito un miliario datato tra il 312 e 324, rinvenuto reimpiegato nella cripta della chiesa di S. Tommaso al Caput Arenae.
Nel corso degli scavi dell'area dell'antico Arsenale della Repubblica si è inoltre individuata un antica spiaggia, nei pressi dell'edificio della Commenda, che ha restituito ceramiche e vernice nera, anfore e monete attestanti la sua frequentazione da epoca tardo repubblicana.
Dai fondali antistanti la spiaggia sono stati tra l'altro recuperati un frammento di macina in pietra ed un capitello corinzio in marmo del I sec. d.C. frutto della demolizione di un edificio che doveva sorgere nei pressi.
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