I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Via Garibaldi 6 - Andrea e Gio. Batta Spinola


Via Garibaldi 6 - Andrea e Gio. Batta Spinola

Via Garibaldi 6
( Guarda la cartina )
FondatoreAndrea e Gio. Batta Spinola
ZonaStrade Nuove
Rollo 1576Bussolo 1 Titolari Gio. Batta Spinola q. Nicola
Rollo 1588Bussolo 2 Titolari q. Gio. Batta Spinola q. Nicola q. Daniele
Rollo 1599Bussolo 1 Titolari q. Gio. Batta Spinola q. Nicola q. Daniele
Rollo 1614Bussolo 1 Titolari q. Gio. Batta Spinola q. Nicola q. Daniele
Rollo 1664Bussolo 1 Titolari Gio. Stefano Spinola q. Franco

Iniziato nel 1563 dall'architetto Bernardino Cantone per Giovanni Battista ed Andrea Spinola, si presentava con un massiccio cubo, inizialmente senza decorazione esterna; subì notevoli trasformazioni tra Sei e Settecento, quando fu rialzato di un piano. Nel 1723 il palazzo fu acquistato dai Doria, signori e poi marchesi di Montaldeo.
Dopo i gravi danni subiti nel bombardamento della flotta francese del 1684, la facciata ricevette l'attuale decorazione a stucco, con coppie di lesene intervallate dagli assi di finestre.

Nell'atrio si trova una grande lanterna pensile coronata dall'aquila araldica, emblema della famiglia Doria. Da qui si giunge al cortile colonnato e quindi nel piccolo ma grazioso giardino pensile.
L'interno presenta una ricca decorazione realizzata in gran parte dalla bottega dei Semino. Gli affreschi della volta del salone a piano nobile, riflettono la volontà di celebrazione dinastica degli Spinola rappresentando "L'ambasceria di Oberto Spinola e Federico Barbarossa", e altre vicende legate alla famiglia. In una sala Andrea e Ottavio Semino, rappresentano le consuete tematiche mitologiche, quali gli amori degli dei, predilette dalla committenza genovese: "Giove e Dafne", "Nettuno e Proserpina", "Venere e Adone", "Giovane ed Europa", "Giove e Antiope".

Di notevole interesse una sala al piano nobile, che oltre alla volta affrescata da Luca Cambiaso con la "Caduta di Fetonte" e altri episodi di audacia punita come la "Caduta di Icaro", presenta stucchi settecenteschi di raffinato gusto rococò e preziosi arredi.
Sempre nel salone troneggia il monumentale camino cinquecentesco in marmo di gusto manierista, mentre alle pareti sono appesi cinque arazzi fiamminghi della fine del Cinquecento con "Storie di Abramo".
In un salotto del piano nobile risulta ancora visibile, nella sua disposizione settecentesca, l'importante quadreria costituita dalla famiglia Doria.


Di questo palazzo è disponibile presso Sagep una stampa d'arte da collezione della collana "La misura della Bellezza"