I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Via Balbi 1 - Gio. Agostino Balbi


Via Balbi 1 - Gio. Agostino Balbi

Via Balbi 1
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FondatoreGio. Agostino Balbi
ZonaStrade Nuove
Rollo 1664Bussolo 3 Titolari Giuseppe Maria Durazzo

L'architettura di questo palazzo, ritenuta il trait d'union tra i modelli residenziali di Strada Nuova e le soluzioni compositive di via Balbi ? concepita dall'architetto Bartolomeo Bianco per Gio. Agostino Balbi. Le sue capacit? tecniche rispondono in pieno alle esigenze del committente che richiede una planimetria tradizionale a "U", nonostante un'area triangolare sia difficile da aggredire.
Elemento architettonico forte della composizione ? il nucleo delle scale divergenti sul cortile, separato dallo scalone monumentale: un vero e proprio percorso coperto dalle stanze al piano dei mezzanini.
Caratteristico ? anche l'utilizzo degli spazi esterni che si suddividono a levante e a ponente, consentendo una graduale vista dei giardini pensili lungo la strada.
I problemi finanziari costringono presto il nuovo proprietario, Bartolomeo Balbi, ad affittare una parte del palazzo a Giuseppe Maria Durazzo e nel 1710 a cederlo per intero a Marcello Durazzo.
Nel 1774 l'architetto Emanuele Andrea Tagliafichi ? incaricato di ridefinire l'area a monte dell'edificio. Anche in questo intervento la chiave della composizione si ritrova nell'elemento distributivo verticale con l'ideazione di un imponente scalone su due audaci rampe a sbalzo, con una scelta nuovissima per la cultura genovese dell'epoca, molto vicina alla cultura d'oltralpe.
Unico palazzo genovese a essere giunto, cos? compiuto e per successione, alla famiglia che lo possiede (Cattaneo Adorno), ? certamente anche la dimora genovese pi? rappresentativa del XVIII secolo per l'integrale conservazione dell'arredo, arricchita da un archivio monumentale che raccoglie le carte di molte parentele che hanno pesato sulla storia di Genova; mentre la biblioteca e la raccolta di manoscritti volute da Giacomo Filippo Durazzo nel XVIII secolo sono state di recente trasferite nel palazzo Durazzo Pallavicini di Luccoli.