I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Via Balbi 10 - Stefano Balbi


Via Balbi 10 - Stefano Balbi

Via Balbi 10
( Guarda la cartina )
FondatoreStefano Balbi
ZonaStrade Nuove
Rollo 1664Bussolo 2 Titolari q. Stefano Balbi

Articolato in due blocchi separati a causa della configurazione irregolare del sito, il palazzo ? il manifesto promozionale delle fortune economiche della famiglia Balbi.
Voluto da Stefano, artefice del tracciamento della strada, l'edificio ? opera degli architetti Pier Francesco Cantone e Michele Moncino (1643 - 1655) e reca ovunque l'impronta del committente.
Tra il 1626 e il 1659 residente della Repubblica a Milano, Stefano vi sostiene le finanze del governo spagnolo oltre che guidare il commercio internazionale dell'"argento vivo" (il mercurio).
Organismo complesso, originariamente a U con una manica laterale a levante che scavalca le vie di accesso, il palazzo su impone sulle preesistenze pubbliche e private e si propone come un preciso modello di investimento, prevedendo la coesistenza di ambienti di rappresentanza e "da reddito". Questi ultimi costituiscono una sorta di appendice alla dimora nobiliare, componendosi di una doppia serie di piccoli appartamenti, sovrapposti specularmente intorno a due vani scala. Su questo corpo separato si sviluppano il giardino e la galleria del secondo piano del palazzo.
Propriet? di Eugenio Durazzo nel 1679, l'edificio si espande verso il litorale, in una soluzione che sfrutta i dislivelli del terreno, ad opera dell'architetto G. P. Orsolino (1682 - 1685). In seguito (1705 - 1710), forse su intervento dell'architetto Carlo Fontana (chiamato per il rifacimento del Teatro del Falcone annesso al palazzo), la residenza viene completamente ridisegnata nella sua parte pi? meridionale (la vera facciata!) con i due volumi simmetrici delle nuove scale e un affaccio trionfale sul porto.
L'articolazione dei percorsi ? totalmente modificata cos? come viene rivoluzionato l'intero sistema delle quote di calpestio: vengono eliminati il piano rialzato tra la loggia e il giardino e la rampa centrale delle scale in asse con il portale d'ingresso che assume proporzioni significative rispetto alle altre aperture.
Nel 1824 il palazzo viene ceduto ai Savoia. Attualmente ? sede delle Soprintendenze liguri ai Beni Culturali e conserva intatta la celeberrima galleria; soltanto il teatro, che vide anche Carlo Goldoni, fu distrutto nell'ultimo conflitto e ricostruito in tutt'altre forme.
Attualmente ? sede del Museo di Palazzo Reale.