I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Piazza De Ferrari 3 - Agostino Spinola


Piazza De Ferrari 3 - Agostino Spinola

Piazza De Ferrari 3
( Guarda la cartina )
FondatoreAgostino Spinola
ZonaMercato di Soziglia
Rollo 1588Bussolo 3 Titolari q. Hettore Doria
Rollo 1599Bussolo 3 Titolari Gio. Batta Doria

Complesso organismo architettonico composta da tre diverse unit? edilizie incluse nei rolli della pubblica ospitalit? a diverso titolo tra cui quella di Ettore Doria (1588), ricco banchiere della Corona.
L'edificio si compone nella sua parte pi? antica di un palazzo quattrocentesco (corpo I), ricostruito nel XVI secolo e acquistato nel 1617 da Ambrogio Doria senior diretto discendente di Lamba Doria e doge deceduto per? nell'anno di elezione (1621).
Egli fa decorare alcuni ambienti al primo piano da Lazzaro Tavarone: "Episodi di storia romana", mentre il figlio Paolo affida un secondo ciclo decorativo a Giovanni Battista Carlone: "Ritrovamento di Mos?" e "Allegorie". Nel 1738 l'appartamento al piano nobile viene ridecorato da Lorenzo De Ferrari.
L'edificio nella sua attuale consistenza nasce per volont? di Ambrogio Doria junior dall'unione del proprio palazzo con quelli acquistati, tra il 1775 e il 1777, da Antonio Doria e Cristoforo Spinola. Il primo ? la cinquecentesca casa con giardino di Domenico Doria (corpo II) alla quale tra il 1590 e il 1618 Sebastiano Ponzello costruisce una nuova ala e lo scalone comunicante con il giardino di Gio. Batta Doria. Il secondo viene realizzato dopo il 1586 (corpo III) con l'apertura della strada tra le piazze di San Domenico e di San Matteo, per Agostino Spinola, cognato di Gio. Batta.
L'unione dei tre palazzi cinquecenteschi chiuder? il vicolo tra vico Falamonica e salita di San Matteo, un accesso vetusto ma ormai ignoto ai palazzi dogali, favorendo un nuovo ingresso da piazza San Domenico. Da qui si accede all'atrio e, di seguito, alla scala vestibolo su colonne che determinano l'asse di penetrazione ortogonale al nucleo originario dell'edificio.
Cos? che, mentre sullo scorcio del XVIII secolo un nuovo ciclo decorativo era stato affidato ad Antonio Giolfi, agli inizio del secolo successivo Carlo Barabino rimodella in stile neoclassico il prospetto su piazza San Domenico, risistema alcune parti interne ampliando lo spazio che, attraverso le scale, conduce al piano nobile e occupa completamente l'antico vuoto esistente tra i diversi fabbricati. Alcuni dei nuovi ambiente saranno infine decorati da Michele Canzio.
Notevole per passaggi e nomi ? anche l'ultima fase proprietaria: dal 1780 di Cesare Lamba Doria la cui figlia Livia, nel 1826, vende ad Andrea De Ferrari, figlio del doge Raffaele. Dopo pochi anni passa a Raffaele De Ferrari, sposo di Maria Brignole Sale e futuro duca di Galliera; nel 1888 ? del figlio Filippo e dell'Opera pia De Ferrari / Brignole Sale. Infine viene ceduto nel 1920 al Banco di Roma che, ancora nel 1979, ripristina la facciata e alcuni interni collegandoli sotto il piano stradale al contiguo palazzo Pallavicini.