I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Largo Zecca 4 - Bartolomeo Lomellini


Largo Zecca 4 - Bartolomeo Lomellini

Largo Zecca 4
( Guarda la cartina )
FondatoreBartolomeo Lomellini
ZonaStrade Nuove
Rollo 1588Bussolo 2 Titolari Bartolomeo Lomellini
Rollo 1599Bussolo 1 Titolari Bartolomeo Lomellini
Rollo 1664Bussolo 1 Titolari Agostino Lomellini q. Bartolomeo

E' costruito negli anni 1656 - 1570 da Bartolomeo, fratello del Nicolosio Lomellino di Strada Nuova (oggi palazzo Podestà) e nipote di acquisto di Adamo Centurione; è iscritto nei rolli dal 1588 al 1664; rimarrà ai Lomellini sino al 1757, poi passa per linea femminile ai Rostan Reggio, sinchè nel 1892 non è venduto ai Raggio.
Al centro di un nucleo residenziale che, per i grandi vuoti, appare di carattere suburbano essendo fuori dalla cinta del XII secolo ma dentro le mura vecchie (1320 - 1536), la volumetria originaria sembra adeguarsi alla conca di Vallechiara. Così come del resto appare dal prospetto rubensiano, allungato e armonicamente composto negli assi verticali della quadratura pittorica.
Interessante è anche sapere che la fornitura delle colonne (1566) a cura dei maestri Giacomo Guidetti e Giovanni Lurago, abbia come testimone Bernardino Cantone e guidice della qualità G. B. Spinola fratello di quel Tommaso committente di G. B. Castello per il portale della casa di Santa Caterina.
Nonostante l'acquisto della "villa" di San Bernardo dell'Olivella (1581), sarà soltanto dopo il 1775 che Agostino L. incaricherà Emanuele Andrea Tagliafichi di progettarvi un bel giardino assieme a certi ammodernamenti interni che si colgono nelle tavole di M. P. Gauthier o nei resti leggibili di orte e busti marmorei incorniciati da bei stucchi rococò.
Tutto cambierà dopo la vendita delle eredità di Teresa Lomellino fatta dalla marchesa Elisa Rostan Reggio a Edilio Raggio nel 1892, assieme alla villa di Multedo, dichiarata inalienabile secondo il fedecommesso di B. L.
Oggi il mascheramento dovuto alla scala iniziale di raccordo con lo scalone originario, agli adattamenti di una sede scolastica affittata dal Comune nel 1875 come Istituto Tecnico Commerciale, ai prolungamenti (1908) e al rinnovo neorinascimentale della facciata (ingegner Lodigiani), renderebbero tutto irriconoscibile se non avessimo le otto tavole dedicategli da Rubens. A iniziare dai due grandi sbancamenti introdotti dal taglio di Strada Nuovissima (1778 - 1786, oggi Via Cairoli) sino a quello della lottizzazione Raggio subito prima dei tunnel veicolari.
Gravi furono anche i danni dell'ultimo conflitto ai piani superiori, come la scomparsa di un camino monumentale, ma anche della grande decorazione che doveva arricchire una dimora in cui si svolsero le adunanza degli Arcadi, di cui per altro rimane parte di affreschi al piano rialzato (segreteria) con "Enea e Didone" di mano vicina a Bernardo Castello.