I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Campetto 8A - Gio. Vincenzo Imperiale


Campetto 8A - Gio. Vincenzo Imperiale

Campetto 8A
( Guarda la cartina )
FondatoreGio. Vincenzo Imperiale
ZonaMercato di Soziglia
Rollo 1576Bussolo 1 Titolari q. Vincenzo Imperiale
Rollo 1588Bussolo 3 Titolari Gio. Giacomo Imperiale q. Vincenzo
Rollo 1599Bussolo 1 Titolari Gio. Giacomo Imperiale q. Vincenzo
Rollo 1614Bussolo 1 Titolari Gio. Giacomo Imperiale q. Vincenzo
Rollo 1664Bussolo 2 Titolari Francesco Maria Imperiale q. Gio. Vincenzo

Adiacente allo scomparso palazzo Spinola Doria e dominante pressochè tutto campetto, il palazzo fu costruito intorno al 1560 per Gio. Vincenzo Imperiale da Gio. Batta Castello il Bergamasco e subito dopo ampliato verso Soziglia su progetto di Andrea Ansaldo.
Inserito dal 1576 nella prima lista dei rolli con gli eredi del qm. Vincenzo, vi rimase fino a quella del 1664.
Da quando, nel 1584, Gio. Giacomo Imperiale (doge nel 1617-1619) aprì la nuova "strada imperiale" a Scurreria la Nuova, una piccola parte della facciata è, assieme al portale, visibile da piazza San Lorenzo secondo una prospettiva non prevista dal Castello, che immaginò una sontuosa facciata per rispondere ad una visuale di scorcio e di sotto in su.
L'atrio "si apre totalmente con quattro arcate verso il cortile: pilastri sorreggono gli archi, in analogia a quanto avvenne nel palazzo di Agostino Pallavicini in Strada Nuova".
Centrato su una corte quadrata con solo due campate per lato, il palazzo, che l'Anonimo nel 1818 definì immenso, si sviluppa "su scale affacciate a logge diversamente orientate in inediti svolgimenti di spazi.
Ignorato da Rubens, il palazzo fu danneggiato dal bombardamento navale del 1684 e, forse in seguito, sopraelevato di un piano.
Un esercizio commerciale occupa oggi interamente il pianterreno così che lo scalone è accessibile da un ingresso secondario.
Gli ambienti interni conservano al piano terreno affreschi di B. Castello e di Luca Cambiaso sulle "Nozze di Psiche", ma al secondo piano vi era anche un celebre duello fra L. Cambiaso e G. B. Castello sulle "Storie di Cleopatra", a suo tempo seguite da B. Castello e D. Piola.
Anche la scala originale è affrescata con fini grottesche e adorna di bei portali con busti marmorei.
Suddiviso già nel XIX in appartamenti da pigione, brutalmente spogliato da abbandoni bellici al suo interno è ancora possibile ammirare un camino monumentale e si percepisce, ancora forte e immuginifica, la presenza del Bergamasco.