Campetto 2 - Ottavio Imperiale
| ( Guarda la cartina ) | ||
|---|---|---|
| Fondatore | Ottavio Imperiale | |
| Zona | Mercato di Soziglia | |
| Rollo 1588 | Bussolo 2 | Ottavio Imperiale |
| Rollo 1599 | Bussolo 1 | Ottavio Imperiale |
| Rollo 1614 | Bussolo 1 | Ottavio Sauli |
| Rollo 1664 | Bussolo 1 | Ottavio Sauli |
Labò, senza documenti, lo attribuì a Bianco: il palazzo fu in realtà costruito dal maestro Jacopo De Aggio tra il 1586 e il 1589 per Ottavio Imperiale, con una spesa di ben 50.000 scudi d''oro.
Giulio Pallavicini ricorda l'inizio dei lavori come uno degli avvenimenti più notevoli dell'anno, assieme alla demolizione dell'"isola" che divideva Soziglia da Campetto.
Già prima dell'ultimazione, nel 1588, fu compreso tra i palazzi dei rolli e inserito nel secondo bussolo, mentre in seguito passò stabilmente al primo.
Ottavio Sauli lo acquistò ai primi del Seicento e vi si trasferì con il fratello Gio. Antonio, lasciando il vecchio palazzo di famiglia di piazza Sauli, anch'esso iscritto nei rolli.
Ancora indicato come tale alla fine del secolo passò in eredità alla famiglia De Mari e in seguito arrichito internamente da opere di numerosi artisti quali Domenico Piola: "Cesare Bacco e Amore" con la "Galleria dei Pianeti e le Arti", Filippo Parodi: "Ercole", Domenico Guidobono: "il Tempo che rapisce la Bellezza" e altri di J. Boni. Queste opere, insieme alla ricca quadreria, verranno ricordate ancora nella guida dell'Anonimo del 1818.
Ambiente voltato posto tra atrio e cortile, corrispondente per dimensioni ad una doppia fila di logge e forse frutto di un rifacimento, introduce sulla destra all'ampio scalone che si svolge, privo di affaccio esterno, fino al secondo piano nobile. Dal lato opposto del cortile ben nove erano invece le botteghe affacciate sulla trafficata piaza di Soziglia.
Nel corso del XIX il palazzo passò ai Casaretto, ai quali rimase fino a tempi recenti. Oggi ospita un grande magazzino e appartamenti.
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