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Chiesa di Santa Maria delle Vigne


Chiesa di Santa Maria delle Vigne

Piazza delle Vigne

Santa Maria delle Vigne è uno degli edifici religiosi più antichi di Genova. Lo storico Domenico Cambiaso, oltre a confermare la preesistenza d'una chiesetta primitiva, sostiene (basandosi su un antichissimo calendario liturgico scoperto nel '700 nell'archivio delle Vigne) che la costruzione sarebbe avvenuta nell'anno 560.
La chiesa attuale fu fondata intorno al 980 da Oberto Visconti e Guido di Carmandino; della basilica romanica risalente alla metà del XII secolo restano oggi il bellissimo campanile, con bifore e pentafore, e dotato di cuspide e pinnacoli, e il chiostro, quadrangolare con capitelli cubici e colonne molto arcaiche.
Del '400 è il portale sul fianco destro, sormontato da statue attribuite a Donato Rodari e Giovanni Gagini e impreziosito nella lunetta da un affresco di Domenico Piola ("Madonna col Bambino e San Giovannino").
L'originario complesso romanico non fu alterato dai lavori eseguiti da Gaspare Della Corte sul finire del XVI secolo (1590 - 1596), che si limitarono alla parte absidale; l'ardita trasformazione barocca della chiesa avvenne dopo il 1640 per mano di Daniele Casella. L'architetto e scultore ticinese rifece le navate - rialzando quelle laterali con vele e abbassando quella centrale con una volta a botte posta sotto quella originaria a capriate - introducendo lo schema a colonne binate come in San Siro; inoltre una cupola ottagonale sostituì il tiburio.
Tra il 1841 e il 1848 Italo Cremona realizzò la nuova facciata in marmo, di tardo stile neoclassico; l'8 gennaio 1983 la chiesa è stata insignita da papa Giovanni Paolo II del titolo di Basilica Minore.
La decorazione avvenne in epoca più tarda rispetto alla trasformazione seicentesca, ad eccezione della volta del presbiterio, su cui Lazzaro Tavarone dipinse la "Gloria di Maria"; all'affrescatura della chiesa lavorarono Giuseppe Palmieri e Paolo Gerolamo Brusco ("L'Invenzione della Croce" e "Transito di Maria") durante il '700, e poi ancora nell'800 Giuseppe Paganelli, Santino Tagliafichi e Giuseppe Passano.
Tra le moltissime opere d'arte custodite all'interno: tre scomparti di polittici del '400; "Cenacolo", tela di Simone Balli (inizio XVII sec.); "Annunciazione" di Andrea Carlone; "San Michele" di Gregorio De Ferrari (1680 c.); statue delle "Virtù teologali" di Filippo Parodi (1661 c.); tavoletta con "Madonna" della fine del '300, attribuita al senese Taddeo di Bartolo; nel catino absidale, "Immacolata" di Domenico Piola, autore anche di due tele con il "Trionfo della Croce" (1690 c.) e la "Visione di San Giovanni"; una scultura lignea policroma attribuita al Maragliano; "Presepio" e "Andata al Calvario", tele tradizionalmente attribuite a Bartolomeo Guidobono; "I diecimila Crocifissi" di Bernardo Castello (1580). Da notare anche l'altare maggiore, dovuto a Giacomo Ponsonelli (1730 c.), e un "Sant'Eligio", lastra tombale marmorea della corporazione degli orefici (1459); infatti in Santa Maria delle Vigne esistevano cappelle (o piuttosto altari) tradizionalmente appartenenti alle varie Confraternite d'Arti e Mestieri.
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