I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Chiesa di Santa Maria Immacolata


Chiesa di Santa Maria Immacolata

Via Assarotti

La chiesa di via Assarotti - che rappresenta il maggior episodio di architettura neorinascimentale sacra a Genova - fu la prima nel mondo a essere dedicata all'Immacolata Concezione, dopo che l'8 dicembre 1854 papa Pio IX ne proclamò il dogma.
I lavori iniziarono nel 1856, per iniziativa di Pietro Gambaro e su progetto dell'architetto Domenico Cervetto; ma due anni dopo il Gambaro morì e l'opera restò a lungo sospesa. A determinare la riapertura del cantiere intervenne una circostanza casuale: l'edizione della "Vita di Gesù" di Joseph-Ernest Renan, pubblicata il 24 giugno 1863, che negava la concezione immacolata di Maria. I cattolici genovesi la giudicarono empia e aprirono una pubblica sottoscrizione per terminare la chiesa come offerta espiatoria; anche Pio IX contribuì, offrendo la consistente somma (per allora) di quattromila lire in oro.
Sotto la guida di un'apposita commissione di personalità i lavori ripresero: cosicchè il 19 maggio 1867 l'arcivescovo Andrea Charvaz benedisse la prima pietra, con l'intervento del sindaco Andrea Podestà e di una grande folla. Morto l'architetto Cervetto, la direzione dell'opera fu affidata a Maurizio Dufour; finalmente il nuovo tempio fu inaugurato il 27 aprile 1873, e dotato lo stesso anno del campanile. La cupola, invece, fu costruita nel 1882; sopra di essa fu posta la statua dell'Immacolata in bronzo dorato, eseguita da Giuseppe Pellas su modello dello scultore Giovanni Scanzi. La chiesa subì danni considerevoli da tre bombardamenti dell'ultima guerra: quelli tra il 6 e il 7 e tra il 7 e l'8 novembre 1942, e quello tra il 7 e l'8 agosto 1943.
La facciata dell'Immacolata è ricchissima di ornamenti, marmi, sculture e mosaici. L'interno è a croce greca, con tre ampie navate e otto cappelle; nel corredo decorativo si segnalano un crocifisso ligneo seicentesco di G.B. Gaggini, gli affreschi di Nicolò Barabino con "Madonna del Rosario e i santi Domenico e Caterina", i quindici finestroni istoriati e gli stalli lignei del coro, che - come i confessionali a cupola intarsiati di metallo e avorio - sono del 1900.
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