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Chiesa di Santa Maria Maddalena


Chiesa di Santa Maria Maddalena

Piazza della Maddalena

L'antichissima chiesa della Maddalena risale a prima del X secolo: se ne ha conferma indiretta dal Caffaro, a proposito di un incendio del 1140. Nel 1480 il tempio divenne Commenda; dal 1572 al 1575 fu officiato dai religiosi Teatini, che furono sostituiti l'anno successivo dai padri Somaschi.
Un primo programma di lavori d'ampliamento venne varato nel 1577; fu chiesto un progetto all'architetto Giovanni Ponsello, che lo presentò nel 1581, ma per varie ragioni non fu mai realizzato. Successivamente i committenti si rivolsero al Vannone, che diresse personalmente il cantiere, aperto nel 1585; nel settembre del 1587 la chiesa, ad unica navata, era finita. Nel 1589 la costruzione vannoniana fu completata con l'innalzamento davanti alla chiesa di un portico, sorretto da colonne di marmo; nel 1622 venne ultimato anche il collegio dell'Ordine.
Nel 1635 i Somaschi decisero la costruzione di una chiesa totalmente nuova, più ampia e più lunga, articolata in tre navate scandite da colonne binate; i lavori, sospesi nel 1646, ripresero nel 1660 e nel 1661 si poterono considerare finiti.
Alle decorazioni pittoriche si provvide in fasi successivie, tra la fine del Sei e la metà del Settecento; il ciclo più importante è quello di Sebastiano Galeotti, che nel 1729 affrescò la volta della navata centrale, la cupola ("Gloria di Santa Maria Maddalena"), il presbiterio e l'abside, mentre le testate del transetto sono opera di Sigismondo Betti (1737). Gli altri affreschi (tutti del XVIII secolo) sono dovuti a G.B. Parodi, Paolo Gerolamo Piola, Domenico Parodi - che nel 1712 realizzò in una cappella della navata destra lo "Sposalizio e Natività della Vergine" e l'"Assunzione" - Giuseppe Palmieri e Giacomo Antonio Boni ("La Trinità e angeli").
Tra le opere conservate, "Madonna col Bambino e i santi Nicolò e Maddalena" di Bernardo Castello, una statua del '600 raffigurante la "Madonna col Bambino", un gruppo ligneo policromo con "San Gerolamo Emiliani, Crocifisso e angeli" di Agostino Storace (1747) e alcune tele sul tema della "Passione" di Enrico Vaymer e Giacomo Antonio Boni (1717).
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