I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Chiesa del Gesł


Chiesa del Gesł

Via Cardinal Boetto

Storia
L'edificio sacro - progettato dal gesuita Giuseppe Valeriani - fu costruito tra il 1589 e il 1606. Venne realizzato nell'area - anticamente chiamata Brolio - su cui mille anni prima si era insediata una colonia milanese (in fuga dall'invasione longobarda sotto la guida del metropolita Onorato), che vi aveva edificato la prima chiesa di Sant'Ambrogio, poi demolita alla metà del '500.
Il nuovo tempio della compagnia di Gesù fu eretto a spese del padre Marcello Pallavicino, il quale la dedicò al Nome di Gesù, riservando per sè e la sua famiglia il privilegio del presbiterio e di una cappella.
Nel 1637 fu completato il rivestimento della parte bassa della facciata, mentre quella superiore - in pietra rosa di Finale e marmo - venne ultimata solo a fine Ottocento secondo il disegno originario; il campanile è del 1928.
L'interno è costituito da un'aula unica, con cupola centrale e pilastrate nella parte anteriore e in quella presbiteriale, a formare sei grandi campate laterali coronate da piccole cupole; nel '600 furono aggiunte le due cappelle che concludono le navate laterali.
Uno splendido rivestimento in marmi policromi orna pilastri, cappelle, pulpito e pavimento; al di sopra della trabeazione la decorazione è ottenuta con stucchi dorati.
Controfacciata, navata centrale, transetto e presbiterio sono ricoperti da un ciclo di affreschi
realizzati nella seconda metà del Seicento da G.B.
Carlone, con l'"Annunciazione", "Cristo giudice tra la Vergine e il Battista", l'"Ascensione", l'"Entrata di Cristo in Gerusalemme", il "Sollevamento della Croce", l'"Incoronazione della Vergine", l'"Assunzione della Vergine" (nella cupola) e i "Quattro Evangelisti" (nei peducci). La decorazione delle cupolette, invece, oltre a essere più tarda, non segue un'iconografia unitaria, ma varia a seconda della dedicazione delle cappelle; è in gran parte opera di Lorenzo De Ferrari, eccettuate la prima cappella a destra (Sebastiano Galeotti) e la quarta a sinistra (Antonio Giolfi). Da notare anche il grande organo nella controfacciata - in parte ricostruito nell'Ottocento - dovuto al fiammingo Willem Hermans (gl'intagli della cantoria sono di Filippo Santacroce).
Corredo artistico
Il corredo artistico - specie quello pittorico - custodito dal Gesù è uno fra i più importanti delle chiese genovesi; eccolo, diviso per comodità in settori e cappelle.
Navata destra Prima cappella: sull'altare, "Sant'Ambrogio vieta l'ingresso al tempio a Teodosio" di Giovanni Andrea De Ferrari; nelle nicchie ai lati, "San Carlo Borromeo" e "Sant'Ambrogio", statue di Domenico Scorticone (XVII secolo).
Seconda cappella: sull'altare, "Le Marie e San Giovanni ai piedi del Crocifisso" di Simon Vouet (1621-22); sotto, "Presepio", marmo di Tommaso Orsolino; ai lati, "Cristo redentore" ed "Ecce Homo", statue di Bernardo Carlone (attribuite anche a Francesco Fanelli).
Terza cappella: sull'altare, "Assunzione" di Guido Reni (1616-17); ai lati, "San Giuseppe" e "Davide", statue della bottega dei Carlone.
Quarta cappella: sull'altare, "Immacolata Concezione e San Stanislao con Gesù" di Andrea Pozzo (fine XVII secolo); ai lati, "San Giovanni Battista" e "Maddalena", statue di Bernardo Carlone.
Sacrestia (passaggio dietro l'altare della cappella in cima alla navata): armadi del XVI secolo.
Presbiterio
Dietro l'altare maggiore, "Circoncisione", famosissima tela eseguita nel 1605 da Peter Paul Rubens per Niccolò Pallavicino; tra le quattro colonne, "San Pietro" e "San Paolo", statue cinquecentesche di Giuseppe Carlone; sulle pareti laterali, grandi lunette con la "Strage degli innecenti" di G.B. Merano e il "Riposo durante la fuga in Egitto" di Domenico Piola.
Navata sinistra
Cappella a fianco della maggiore: sull'altare, "San Francesco Saverio" (scuola di Guido Reni); ai lati, "Scene della vita del santo" di Domenico Fiasella; sulla volta, altre "Scene della vita del santo", dl Valerio Castello; nelle nicchie, statue rappresentanti "Verginità", "Fortezza", "Carità" e "Umiltà" (XVII-XVIIl sec.).
Quarta cappella: "Lapidazione di Santo Stefano", pala di G.B. Paggi; ai lati, "San Lorenzo" e "San Vincenzo", statue attribuite a Bernardo Carlone.
Terza cappella: "Sant'Ignazio guarisce un'ossessa", capolavoro realizzato da Rubens attorno al 1615 e commissionatogli da Niccolò Pallavicino; ai lati, "Abramo" e "Davide", statue di Bernardo Falcone.
Seconda cappella: "Battesimo di Cristo" del Passignano (fine XVI sec.).
Prima cappella: "San Francesco Borgia", tela di Andrea Pozzo (fine '600).
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