Chiesa di San Donato
Via San Donato
- Periodo Secolo XII
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La chiesa di S. Donato fu edificata all'inizio del XII secolo e ampliata un secolo pi? tardi.
La chiesa di San Donato rappresenta l'esempio pi? rilevante di romanico genovese: in particolare per il bellissimo campanile (che sarebbe pi? opportuno definire "torre nolare", tipica dello stile arcaico) ottagonale, decorato con fregi a dente di sega e un doppio ordine di bifore e trifore, di cui il terzo ordinre fu aggiunto solamente durante i restauri di D'Andrade della fine dell'800.
La facciata non rispecchia quella originaria, poich? fu alterata dai due restauri integrativi del 1888 (effettuato da Alfredo D'Andrade) e del 1925, che aggiunsero il rosone e il protiro ed eliminaro gli intonaci successivi al XVI secolo; originali sono invece il portale strombato e l'architrave romano.
La chiesa di San Donato, all'interno ? divisa in tre navate in cui la tipologia delle colonne indica le varie fasi costruttive: romane di reimpiego quelle della prima edificazione; collocate durante l'ampliamento del tardo 1100 quelle a rocchi, sormontate da capitelli, coeve alle bifore del falso matroneo.
La moderna copertura a capriate della navata centrale ha sostituito quella distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Notevoli le opere conservate all'interno, tra cui vanno segnalate: una "Madonna" del XIV secolo di Nicol? da Voltri; "San Giuseppe", pala d'altare di Domenico Piola; "Il battesimo di Cristo", rilievo marmoreo con statue opera Iniziato da Ignazio Peschiera e completato dal suo allievo Carlo Rubatto; e, soprattutto, lo splendido trittico di Joos van Cleve (1515) raffigurante "L'adorazione dei Magi" (al centro), "Il committente Stefano Raggi col santo protettore" (sportello di sinistra), la "Maddalena" (sportello di destra) e il "Crocifisso tra Maria e San Giovanni" (in alto).
Le opere del Piola e del van Cleve sono conservate nella cappella laterale della navata di sinistra.
La chiesa di San Donato rappresenta l'esempio pi? rilevante di romanico genovese: in particolare per il bellissimo campanile (che sarebbe pi? opportuno definire "torre nolare", tipica dello stile arcaico) ottagonale, decorato con fregi a dente di sega e un doppio ordine di bifore e trifore, di cui il terzo ordinre fu aggiunto solamente durante i restauri di D'Andrade della fine dell'800.
La facciata non rispecchia quella originaria, poich? fu alterata dai due restauri integrativi del 1888 (effettuato da Alfredo D'Andrade) e del 1925, che aggiunsero il rosone e il protiro ed eliminaro gli intonaci successivi al XVI secolo; originali sono invece il portale strombato e l'architrave romano.
La chiesa di San Donato, all'interno ? divisa in tre navate in cui la tipologia delle colonne indica le varie fasi costruttive: romane di reimpiego quelle della prima edificazione; collocate durante l'ampliamento del tardo 1100 quelle a rocchi, sormontate da capitelli, coeve alle bifore del falso matroneo.
La moderna copertura a capriate della navata centrale ha sostituito quella distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Notevoli le opere conservate all'interno, tra cui vanno segnalate: una "Madonna" del XIV secolo di Nicol? da Voltri; "San Giuseppe", pala d'altare di Domenico Piola; "Il battesimo di Cristo", rilievo marmoreo con statue opera Iniziato da Ignazio Peschiera e completato dal suo allievo Carlo Rubatto; e, soprattutto, lo splendido trittico di Joos van Cleve (1515) raffigurante "L'adorazione dei Magi" (al centro), "Il committente Stefano Raggi col santo protettore" (sportello di sinistra), la "Maddalena" (sportello di destra) e il "Crocifisso tra Maria e San Giovanni" (in alto).
Le opere del Piola e del van Cleve sono conservate nella cappella laterale della navata di sinistra.
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