I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Chiesa di San Pietro in Banchi


Chiesa di San Pietro in Banchi

Piazza Banchi

La chiesa di San Pietro in Banchi venne costruita sull'area anticamente occupata dalla chiesetta di San Pietro della Porta, distrutta nel 1398 da un incendio appiccato durante uno scontro fra guelfi e ghibellini, ed é uno dei tre edifici religiosi (gli altri sono il Duomo e San Bernardo) fatti erigere a Genova dal governo della Repubblica.
Dedicata dal Senato genovese a Maria Immacolata per adempiere a un voto legato alla fine di un'epidemia, la chiesa fu finanziata, insieme alla vicina Loggia dei Mercanti, posteriore di pochi anni, grazie all'affitto e alla vendita di alcune botteghe collocate sotto di essa. Questo aspetto obbligò Bernardino Cantone a concepire nel 1572 un progetto - a pianta centrale con cupola ottagonale e quattro pinnacoli, di cui solo tre poi realizzati - in cui l'intera costruzione, collocata su una terrazza, rimanesse sopraelevata rispetto al livello della strada, cui la raccorda uno scenografico scalone. La fabbrica fu compiuta entro il 1585 da Giovanni Ponzello e dal Vannone; alla decorazione della facciata, mai completata, si sostituirono motivi architettonici affrescati, insufficienti però a togliere al tempio quell'aria dimessa e "non finita" che ne caratterizza l'esterno.
Di segno opposto appare il ricco interno, decorato a paraste corinzie e nobilitato dai bellissimi stucchi del coro (in cattivo stato di conservazione) con le "Storie della Passione di Cristo", realizzati dall'urbinate Marcello Sparzo e da Stefano Storace nel 1603; da segnalare pure le statue di santi - collocate, quattro per parte, in nicchie all'interno delle due cappelle maggiori - scolpite all'inizio del Seicento dai ticinesi Taddeo Carlone e Daniele Casella.
Quanto al corredo pittorico, la seconda cappella di sinistra ospita una tela di Andrea Semino con l'"Immacolata" (1588), sovrastata da affreschi, assai deteriorati, di Andrea Ansaldo ("Madonna in trono" e "Presentazione al Tempio", 1630 c.); dirimpetto, "Decollazione del Battista", pala di Benedetto Brandimarte (1590). In condizioni non migliori dei dipinti murali dell'Ansaldo appaiono altri affreschi, che ornano il vestibolo (medaglie con santi e scorci di angeli, opera di G. B. Baiardo, 1650) e i peducci della cupola ("Profeti" di Paolo Gerolamo Piola, fine XVIII secolo).
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