I palazzi dei Rolli di Genova - Una reggia repubblicana

Chiesa di San Sisto


Chiesa di San Sisto

Via Pre'

La prima edificazione della chiesa avvenne tra il 1088 e il 1093, in forme romaniche, per ricordare una grande vittoria di genovesi e pisani contro la flotta araba. Il vittorioso scontro era avvenuto il 6 agosto del 1087: di qui, secondo l'uso medievale, la dedica a papa Sisto II, festeggiato in quel giorno. Affidato alle cure dei monaci benedettini dell'abbazia di San Michele della Chiusa, in Val di Susa (meglio conosciuta come "Sacra di San Michele"), che la ressero - salvo un'interruzione tra il 1217 e il 1241 - fino al 1479, il tempio passò ai commendatari e quindi al clero secolare.
Nel Settecento la chiesa subì un restauro; ma nel 1825 fu distrutta per consentire il tracciamento della nuova strada Carlo Alberto (oggi via Gramsci), primo tratto di quella Circonvallazione a mare che sarà completata cinquant'anni dopo. San Sisto venne riedificata in forme neoclassiche - con un interno di composta monumentalit&sgrave; - entro il 1827, su progetto di G. B. Resasco e Pietro Pellegrini; quest'ultimo - impegnato in quegli stessi anni a Genova nell'ampliamento del palazzo Interiano Pallavicini - è l'autore della grande cupola, arricchita dal Resasco con l'inserimento di colonnati corinzi e affrescata da Michel Cesare Danielli.
A metà Ottocento, oltre a vari lavori di sistemazione, fu posta sull'altar maggiore la statua di San Sisto, dovuta allo scultore Giovanni Battista Cevasco, e donata alla chiesa dal marchese Ignazio Alessandro Pallavicini.
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