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Una pista ciclabile per Genova, grazie!

Archiviato in: La vita a Genova, Mugugno, Progetti su Genova — Inserito da Giovanni in data 29 gennaio 2007 - 06:02 - Letto 6564 volte

Genova è clamorosamente ultima tra le città italiane come rapporto piste ciclabili / abitanti con uno scandaloso zero assoluto.

Eppure per un certo periodo, intorno al 2004, anno in cui fervevano i lavori per l’evento di città europea della cultura, si è più volte letto del progetto ormai approvato di una pista ciclabile dal Porto Antico alla Lanterna.

Sono andato quindi a cercare sul sito del Comune di Genova notizie di piste ciclabili. Appaiono ben 46 pagine relative a piste ciclabili sul sito del Comune. Tra queste pagine ecco spuntare un documento: “Relazione della Seduta pubblica del 19 luglio 2005″ in cui forse qualcosa in più è spiegato:

CCXCII INTERPELLANZA 00910/2004/IMI PRESENTATA
DA CONS. GRILLO GUIDO, IN MERITO
REALIZZAZIONE PISTE CICLABILI.
“ Il sottoscritto Guido Grillo, consigliere comunale del Gruppo di Forza Italia; VISTA la deliberazione della Giunta Comunale del 10/7/2003, avente per oggetto: “Accertamento di somme erogate dalla Regione Liguria per interventi sulla mobilità ciclistica (realizzazione di piste ciclabili)e contestuale impegno delle somme all’ uopo previste dal Comune di Genova nell’ ambito del Programma Triennale 2003/2004/2005 dei lavori pubblici. Approvazione dei relativi progetti esecutivi”
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA
a voler riferire al Consiglio circa i provvedim enti svolti circa quanto previsto ai punti 3 – 4 – 5 – 6 del dispositivo di Giunta.
Firmato: Grillo (F.I.) In data: 17.12.2003” .

GRILLO (F.I.)
“A questa interpellanza attribuisco molto importanza e rilevanza. La Legge Statale del 1998 detta norme finalizzate alla valorizzazione e allo sviluppo della mobilità ciclistica: realizzazione di reti di piste ciclabili e ciclo pedonali; costruzione e dotazione di parcheggi attrezzati liberi e custoditi; centro di alloggio riservato alle biciclette, messa in opera di segnaletica luminosa eccetera.
I consiglieri più attenti avendo letto questa delibera avranno anche visto tutti gli obiettivi che la legge stabilisce.
La Regione Liguria con proprio decreto n. 2670/2002 ha riconosciuto al Comune di Genova la somma complessiva di euro 913.702,00 per l’attuazione degli interventi sulla mobilità ciclistica in ambito genovese.
Il Comune di Genova con deliberazione consiliare n. 50/99 aveva già approvato un programma inerente la realizzazione di piste ciclabili allo scopo di favorire la mobilità.
In questa delibera viene specificato che il programma poi non ha avuto sviluppo considerato che i progetti urbanistici della città hanno subito profonde trasformazioni ad esempio pedonalizzazione della stazione Brignole; ultimazione lavori Piazza Caricamento; realizzazione percorso pedonale Lanterna ed altri.
Il Consiglio Comunale nell’ ambito dell’ approvazione della prima revisione del P.U.T. ha previsto espressamente la progettazione e implementazione di itinerari ciclabili. Detta decisione consente ad oggi di approvare e attuare, dice la Giunta, un “ vero” programma di mobilità ciclistica intesa come “ reale credibile” alternativa alla mobilità veicolare pubblica e privata.
Il Comune di Genova con deliberazione consiliare n. 26/2003 ha approvato il Programma Triennale dei Lavori Pubblici con il relativo elenco annuale e in detto ambito ha inserito con priorità la realizzazione di piste ciclabili.
La delibera nel dispositivo specificava: “ di approvare per i motivi e le finalità di cui in premessa i progetti esecutivi allegati al presente atto per l’ attuazione di piste ciclabili nell’ ambito della città di Genova” .
Accertava la Giunta l’ entrata della somma della Regione Liguria di euro 913.702,00 per interventi ai progetti di cui si parlava. Quindi la Giunta al punto 3) del dispositivo impegnava la somma complessiva di euro 1.098.702,00 considerato che arriviamo a questa cifra con l’ obbligo imposto dalla Regione Liguria al Comune di integrare il suo stanziamento con quello del Comune di euro 185.000,00.
Il punto 6) di quel dispositivo di Giunta prevedeva di rinviare a successivo provvedimento l’ individuazione dell’ esecutore dell’ intervento cui trattasi e le relative modalità di scelta.
Ho commentato brevemente la deliberazione della Giunta Comunale del 10 luglio 2003. Due anni fa.
Rispetto a questa delibera quali erano i progetti allegati come parte integrante della delibera su cui dare concreta attuazione?
Percorso 1. Stazione Brignole, Passo Borgo Incrociati, Via Borgo Incrociati, attraversamento Via Canevari, discesa nell’ alveo del Bisagno, percorso lungo l’ alveo, risalita tramite rampa all’ altezza di Via Calì, Piazza Atleti Azzurri d’ Italia.
Percorso n. 2. Stazione Brignole, attraversamento Via De Amicis, Via Fiume, Via S. Vincenzo, Giardini Brignole, Via Cadorna, Viale Brigate Bisagno, Viale Brigate Partigiane, attraversamento Corso Marconi, P.le Kennedy.
Percorso 3. Via Alpini d’ Italia, Via Rubattino, Via Boccanegra, Darsena, Calata Rotonda, Calata Portofranco, Calata Mandraccio.
Percorso 4. Piazza Rimondi, via Lungo Valpocevera, Ponte forestale, attraversamento Via Gastaldi, attraversamento da Via la Stazione di S. Quirico, Via Gastaldi, eccetera.
Ho raccolto da questa delibera due fatti importanti. C’ è un’ operazione finanziata dalla Regione Liguria per la cifra che vi ho detto integrata da uno stanziamento del Comune. Sono stati approvati anche i percorsi e i progetti. Nel dispositivo di Giunta si dava mandato per gli adempimenti conseguenti.
Siamo nel 2005. Questa questione l’ avevo sollevata anche se in modo molto sintetico in occasione della relazione dell’Assessore sul discorso della mobilità in generale.
Sarebbe molto interessante capire che cosa si è fatto. Come si è utilizzato questo stanziamento. Se non lo si è utilizzato, considerato che era finalizzato alle piste ciclabili, quale altra destinazione d’ uso ha avuto.
Abbiamo un Consiglio che in base alla legge vigente ha poteri ridotti rispetto alla gestione complessiva dell’ ente. La stragrande maggioranza delle materie è delegata alla Giunta. La Giunta adotta questa delibera dove è specificato lo stanziamento regionale ed è legittimo che io oggi chieda, visto che non risulta che nessuna pista ciclabile sia stata realizzata, delle giustificazioni” .
ASSESSORE MERELLA
“Quello stanziamento non è mai stato erogato perché è attivo nel momento in cui l’Amministrazione Comunale garantisce la sua parte di cofinanziamento. Visto che noi abbiamo garantito solo 185.000 euro successivo provvedimento l’ accensione di un mutuo, attraverso i BOC, per finanziare la parte di nostra competenza e visto che l’Amministrazione Comunale non era in condizione, dovendo fare tagli, di spendere 700.000 euro per
pagare piste ciclabili, preferendo devolverli ad altri progetti, il finanziamento in Regione è bloccato.
Non abbiamo preso soldi. Stiamo facendo, comunque, qualcosa. Nel rifacimento della copertura del Torrente Bisagno il riassetto della strada restituirà le aiuole, la corsia del bus e una pista ciclabile, ovviamente nel tratto
interessato dai lavori.
Quando saremo più ricchi e benestanti, o se altri ci daranno i soldi, li spenderemo per fare piste ciclabili dove sarà possibile fare secondo i progetti fatti e approvati” .
GRILLO (F.I.)
“Risposta insoddisfacente. Mi riservo più approfonditi accertamenti nei confronti della Regione. A mio giudizio - a prescindere dall’ avvio della pratica relativa all’ autofinanziamento del Comune per 185.000 euro - resta il fatto di uno stanziamento regionale non versato perché il Comune non ha prodotto gli interventi necessari.
La questione non la chiudo con l’ interpellanza di questa sera. Non si può impegnare la Regione su uno stanziamento considerevole e poi prendere atto che il nostro Ente non è stato in grado di attuare quanto proposto dalla Regione stessa.”

Questa interpellanza è vecchia, niente si è mosso da allora. Ma davvero non si può fare niente? Davvero è così difficile costruire piste ciclabili o almeno definire dei percorsi ciclabili.

Io ho provato a fare a piedi dal Porto Antico ristrutturato da Renzo Piano alla Lanterna resa accessibile dalla Provincia e mi sembra che le difficoltà siano davvero minime. Fino alla Darsena, anzi fino alla Stazione Marittima siamo in zona già pedonale, quindi nessun problema. Da lì fino al terminal traghetti lato mare c’è un marciapiede molto largo e inutilizzato che potrebbe essere sfruttato benissimo per una pista ciclabile. Tra l’altro non sono presenti incroci quindi anche la segnaletica risulterebbe semplificata.

Ma allora perchè non si fa niente? Non si dica “Genova è una città in salita” perchè il percorso proposto non ha la ben che minima salita!

Allora, ripeto, perchè non si fa niente?

10 commenti »

  1. Una pista ciclabile da Porto antico alla Lanterna mi pare francamente superflua ed inutile, vista anche la breve distanza..ci vuole ben altro ! Capisco le difficoltà orografiche ma la bici potrebbe servire come valida alternativa agli affollatissimi mezzi pubblici.
    Mi domando: ma i soldi stanziati, saranno sempre li’? .. se si, mettiamoli ( li mettano) assieme a quelli “guadagnati” con le multe ai furbastri che violano le striscie gialle, e facciamole, ( le facciano), quelle benedette piste.

    Comment di mauro — 3 febbraio 2007 @ 13:38

  2. E’ chiaro che è poca cosa! La mia è una proposta minima. Si dice che mancano i soldi ma certe cose si possono fare “low cost”!
    Eppoi io vivo in centro e lavoro a Sampierdarena, come tanti altri colleghi… quindi…

    Sono daccordo sul discorso multe… sperando che qualcuno legga!

    Comment di Giovanni — 3 febbraio 2007 @ 14:49

  3. Vi segnalo l’esistenza del comiato BO.LAN.CI. (boccadasse lanterna ciclabile) che da circa un anno segue il tema del percorso ciclabile litoraneo, con varie attività e rapporti coi vari enti pubblici (ovviamente di esito pratico sempre “modesto”). Potete avere informazioni e contatti all’indirizzo: http://it.groups.yahoo.com/group/BoLanCi/

    Comment di Giorgio Ceccarelli — 5 marzo 2007 @ 19:07

  4. hanno però fatto una pista ciclabile nella nuova viabilità della valpolcevera, pare! la questione delle piste ciclabili deve essee fatta seriamente: non bastano pezzettini immersi nello smog per permettere alle persone a usare la bici, ma lunghi percorsi sensati.
    PS: complimenti per chi ha trovato qualcosa usando il sistema di ricerca sul sito del Comune!

    Comment di francesca — 18 maggio 2007 @ 10:32

  5. Gentile francesca, cercare sul sito del comune con la ricerca interna è impossibile, da quanto vedo l’hai provato anche tu. C’è un trucco, basta andare in google e digitare

    site:www.comune.genova.it stringa da cercare

    E lui cerca all’interno del sito del comune.

    Comment di Giovanni — 18 maggio 2007 @ 10:48

  6. fuori le bici dalle cantine!il tredici di settembre Critical Mass a Genova!
    tutti insieme per una bella sbiciclettata e per riprenderci per un pomeriggio
    le strade della nostra città!
    ditelo ai vostri amici e parenti!ai vostri colleghi e simpatizzanti!
    a chi dice che non ha una bicicletta rispondete che può farsela imprestare, o
    usare quella di quando era bambino, rubarla al vicino, da qui a settembre si
    può costruire, customizzare, creare!si possono usare monocicli, pattini, skate,
    velocipedi, carretti e birrocci!
    una città a misura d’uomo e vivibile non possono che iniziare da noi!

    Comment di Andrea — 19 luglio 2008 @ 11:14

  7. Genova è piena di piste ciclabili! Io personalmente faccio nell\\\’ordine: via isonzo, piazza sturla, cavallotti, corso italia, poi giro vesro il centro, poi vado in via xx e sono arrivato. 20 /25 minuti e sono in centro, Tutti i giorni andata e ritorno per andare al lavoro. Le piste ciclabili sono di solito di asfalto nero, basta fare attenzione ai buchi e per il resto tutto bene…a parte gli scherzi…sono democratico, posso tranquillamente condivedere la strada anche con le macchine, l\\\’importante è andare in bicicletta. Non aspettiamo le \\

    Comment di Andrea — 14 novembre 2008 @ 12:05

  8. Sono d’accordo sul non aspettare, ma ad esempio ci andrebbe con suo figlio in bici in giro?
    E poi lo sa che sia Corso Italia (a parte l’asfalto) che il Porto Antico sono vietate alle bici?

    Comment di Giovanni — 14 novembre 2008 @ 20:36

  9. Sono daccordo con Giovanni, piste ciclabili a Genova di fatto non ce ne sono ed avventurarsi su asfalto in bici e\\\’ da temerari, specie in una citta\\\’ come Genova. Mi stupisce pero\\\’ l\\\’affermazione, sempre di Giovanni, in particolar modo sul fatto che il porto antico sia vietato alle bici: io vi transito in bici da circa un anno per lavoro, e non me ne sono mai accorto. Oltretutto dovremmo essere in molti ad essere multati, e se cosi fosse si tratterebbe dell\\\’ennesima demenzialita\\\’ di questo paese!
    Adesso il comune ha messo a disposizione delle bici a pedalata assistita in zona Principe - Via Milano: bella inziativa, lo hanno fatto anche a Parigi dove ci sono pero\\\’ ca. 350 km complessivi di piste ciclabili…. solo che li\\\’ le piste ciclabili ci sono davvero, a Genova qualcuno dovrebbe spiegare agli addetti ai lavori che vanno predisposte prima di mettere le bici a noleggio. Disegnare sul marciapiede di Via Milano lato mare il simbolo di pista ciclabile non crea di fatto una pista ciclabile. Nel frattempo hanno ben pensato di costellare il medesimo di cartelloni pubblicitari cementati (e ribadisco cementati) di traverso ad esso proprio nel mezzo, rovinando cosi uno dei pochi marciapiedi di Genova ove si potessero ricavare piste ciclabili con ben poche modifiche. Mi chiedo se per appendere cartelloni pubblicitari non sarebbero bastati i lampioni dell\\\’illuminazione in mezzo al marciapiede uno ogni ca. 20 metri senza interporre appositi supporti in muratura.
    Finche\\\’ si continuera\\\’ a pensare alle mappate in questa citta\\\’ di fatti concreti e razionali ne vedremo ben pochi, morale della favola se volete andare in bici continuate a farlo di straforo come il sottoscritto. salutoni a tutti

    Comment di Massimo — 18 maggio 2009 @ 07:37

  10. Da quando c’è il bike sharing non è più vietato andare al porto antico in bici, prima lo era come anche corso italia (sulla passeggiata) e la passeggiata di Nervi.

    Comment di Giovanni — 20 maggio 2009 @ 04:27

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Le schede dei palazzi dei Rolli sono tratte dall'Atlante dei Palazzi Genovesi di Ennio Poleggi.


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